Google Chrome e l'IA contro la truffa "ClickFix": come i cybercriminali ti spingono a hackerarti da solo
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La diffamazione è disciplinata dall'articolo 595 del Codice Penale
La Corte di Cassazione ha ampiamente consolidato questo orientamento, equiparando la pubblicazione di un post o di un commento offensivo sui social alla diffusione tramite mezzo stampa o radiotelevisivo
Affinché si possa procedere per via giudiziaria nei confronti di un "leone da tastiera", devono sussistere determinati requisiti tecnici e probatori
Assenza dell'offeso: L'offesa deve essere pronunciata in assenza della persona a cui è diretta (se la persona fosse presente e in grado di replicare direttamente nella stessa stanza virtuale in tempo reale, si parlerebbe di ingiuria, depenalizzata ma soggetta a sanzioni civili)
Comunicazione con più persone: Il contenuto deve essere accessibile a un gruppo di utenti (caratteristica intrinseca dei post pubblici o dei commenti sotto filoni di discussione)
Consapevolezza dell'offesa (Dolo): L'autore del commento deve avere la chiara intenzione di ledere l'onore, il decoro o la reputazione professionale della vittima
In sintesi: L'anonimato digitale, i profili falsi o le dirette streaming non garantiscono l'impunità: la rete è uno spazio pubblico e le autorità competenti dispongono degli strumenti tecnici per identificare l'autore del reato
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L'utente che si ritiene vittima di diffamazione sui social ha il diritto di tutelarsi nelle sedi competenti entro i termini di legge (tre mesi dal momento in cui viene a conoscenza del fatto)
Conservazione dello screenshot: Cattura dell'immagine dello schermo in cui siano chiaramente visibili il testo diffamatorio, la data, l'ora e il nome/pseudonimo dell'autore
Autenticazione della prova (Evidenza Digitale): Per evitare che la controparte cancelli il post eliminando le tracce, è consigliabile procedere all'autenticazione notarile o digitale del link (URL) tramite copie forensi, conferendo valore legale incontestabile al documento
Querela alle autorità: Presentazione dell'atto presso la Procura della Repubblica, la Polizia Postale o l'Arma dei Carabinieri
Le ripercussioni per chi commette attacchi diffamatori sui social non si limitano al procedimento penale e alle sanzioni pecuniarie
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